mercoledì 8 agosto 2012

Lettera aperta a Alex Schwarzer

Caro Alex Schwarzer,
ho visto la sua conferenza stampa e la dolorosa ammissione delle sue responsabilità per la recente squalifica per doping.
A fronte di un episodio così grave, voglio però riconoscerle pubblicamente il coraggio per non essersi nascosto dietro ad una scusa o al silenzio. Questo è un comportamento raro ed ammirevole.

In un Paese come il nostro - pieno di persone che non si assumono mai la responsabilità delle loro azioni (spesso ben più gravi) e non conoscono il lavacro della vergogna - la lezione che viene dalla sua ammissione è un richiamo intenso alla responsabilità.

In questa "ripartenza" non sarà solo; saremo in tanti a sostenerla.
Non per "buonismo", ma perché ha dimostrato che l'onestà può essere più grande dell'ambizione.

Un forte abbraccio
Massimo Marnetto - Roma

lunedì 2 aprile 2012

Mucche e cinesi

Cos'è più strano una mucca che piove dal cielo sulla tua fidanzata o un cinese che ti piomba in casa?


Quando ho visto nei titoli di testa di "Cosa piove dal cielo?" la scritta - tratto da una storia vera - ero pronto all'inverosimile e questo bel film argentino non mi ha deluso.

Lo scorbutico negoziante di ferramenta italo-argentino, Roberto, soccorre d'istinto un cinese spinto fuori da un taxi in corsa, pensando di poterlo affidare subito a qualcuno, ma nessuno lo vuole.



Neanche Roberto lo vuole tra i piedi e la sera lo abbandona ad una fermata dell'autobus in una notte di pioggia, ma poi non riesce a cenare.

Sa che vuol dire la solitudine - è orfano fin da ragazzo, non si è mai sposato - e sa che il "cinese" ha solo lui che può aiutarlo. Lascia le sue salsicce calde nel piatto, va a riprenderlo dove lo ha lasciato e lo ospita.



Nessuno parla la lingua dell'altro. Capiscono che sono entrambi due uomini soli, che il caso ha fatto incontrare.

Il cinese almeno ha la speranza di trovare suo zio emigrato anni prima.

Roberto ha solo il suo negozio e passa la vita contando le viti, per vedere se i fornitori lo imbrogliano.



Si concede un unico svago: collezionare notizie assurde ritagliate dai giornali, per dimostrarsi che la vita non ha senso, in balia com'è del caso.

L'amore di Maria avrebbe un senso, ma questo non rientra negli schemi di Roberto e delle sue abitudini.

Le uniche cose che gli fanno compagnia.



Poi è proprio il caso ad offrirgli una possibilità.

Scopre il valore del cinese quando è partito, perché ha trovato lo zio che non ha mai smesso di cercare.

Scopre lo spreco dell'attesa, anche se arredata di abitudini.



Scopre che le cose cadono raramente dal cielo.

Se le vuoi, devi farle succedere.

lunedì 12 marzo 2012

Dipende da noi

Non ci fidiamo più di nessuno.

Gli elettori non si fidano dei partiti (astensione) i partiti degli elettori (legge elettorale che li priva della scelta).
Le popolazioni non si fidano degli esperti (babele di pareri sulla Tav) e gli esperti delle popolazioni (mancanza di un vero confronto preventivo con i residenti).
I contribuenti non si fidano dello Stato (evado tanto loro sprecano) e il fisco dei contribuenti (ti tasso di più, tanto evadi)

L'elenco potrebbe essere infinito. Quello che emerge è la grande "diffidenza collettiva"
Un micidiale anticoagulante che impedisce la realizzazione di una vera coesione sociale.

Come se n'esce? Dipende da noi.
Lo hanno detto Zagrebelsky, Saviano, Eco, Bonsanti De Gregorio, Lella Costa e con i cittadini che verranno all'incontro organizzato da Libertà e Giustizia a Milano.

Perché la buona politica non nasce da sola, ma dalla buona partecipazione.

Quella che noi cittadini possiamo attuare per sconfiggere l'assenteismo politico (io di politica non me ne intendo...) con la sussidiarietà attiva; per non chiedere più favori privati ai politici, ma buon governo per tutti;
Quella di chi si espone con giuste rivendicazioni per fare "opinione pubblica" esigente ed alzare così la qualità della risposta politica.

Non serve dare la colpa ai politici mediocri, agli "altri", perché quegli spazi di malgoverno sono stati occupati, a causa dei vuoti di partecipazione che noi abbiamo creato.

Dobbiamo dissociarci dalla sterile indignazione privata e riconciliarci nella cultura dei "beni comuni". Ad iniziare dal patrimonio inestimabile di "valori comuni" della nostra Costituzione.

Da qui passa la svolta politica profonda del nostro Paese.
Nessuno ce la regalerà, nemmeno un governo di autorevoli tecnici.
Il vero cambiamento parte da un nuovo impegno diffuso, per ricreare fiducia reciproca, coesione, crescita culturale e di lavoro.

Ora non possiamo più aspettare.
Ora dipende da noi.

lunedì 20 febbraio 2012

Succedono

Il Vaticano pagherà l'ICI per gli immobili a destinazione commerciale.
Merito di Monti? Sì, ma anche nostro.
Di un'opinione pubblica che ha martellato sul tema, chiedendo equità.

Alle volte succedono le cose che chiediamo con tenacia.

domenica 15 gennaio 2012

Spreco

Dopo i declassamenti che si sono abbattuti in Italia (doppio) e in mezza Europa, è venuto nuovamente al pettine il rapporto tra finanza e politica.
Che ripropone l'urgenza del primato della politica, cioè degli interessi pubblici su quelli privati.
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Occorre, quindi, dire con chiarezza che non si può lasciare il monopolio di valutazioni così strategiche a società private. Tra l'altro di opaca indipendenza, visto che in passato hanno promosso con tripla A i titoli tossici che poi hanno provocato la crisi.

Ci vuole una Banca Centrale Europea con maggiori poteri e maggiore forza.
Cioè, più fiducia nell'Europa politica.

Di questo vorremmo che parlassero il 20 gennaio a Roma, Merkel, Sarkosy e Monti.
Perché la diffidenza tra europei è lo spreco più ingente e urgente da eliminare.

venerdì 6 gennaio 2012

Perimetro

Dalla famiglia, alla collettività.
Allargare il "perimetro di dedizione" è la condizione culturale per uscire dalla crisi.

In Italia, infatti, la dedizione alla famiglia - rinforzata anche dalla tradizione della Chiesa Cattolica poco sensibile alla esigenze dello Stato e moltissimo a quelle del nucleo familiare - è spesso degenerata nel "familismo amorale".

Con questo termine coniato da Banfield nel 1954, il sociologo americano spiega l'arretratezza sociale come esito della contrapposizione tra famiglia (a cui si dà il massimo) e comunità (a cui si dà il minimo).

Adesso, la profonda crisi economica ha fatto venire al pettine questa storica contraddizione, come il nodo da sciogliere per impegnarci - insieme - nella ripresa.

In questa nuova ottica, dedicarsi anche alla collettività - informandosi, partecipando, associandosi - è l'unico modo per salvare Stato e famiglie.
Lo Stato così diventa la macro-famiglia di tutti, che tutti dobbiamo curare; e non più il nemico delle micro-famiglie parentali.

Se questo ampliamento culturale si affermasse, potremmo dire che le sofferenze della crisi ci hanno almeno fatto evolvere dal Paese delle famiglie diffidenti, ad una collettività finalmente con un "perimetro di dedizione" nazionale.

sabato 31 dicembre 2011

Condoglianze a Bossi

Volevo inviare a voi della Lega la mia protesta per gli insulti che Bossi ha rivolto al Presidente Napolitano. Ma poi ha prevalso la pena per un uomo sempre meno lucido, incontinente e in avanzato declino.

Di fronte a questo malinconico crepuscolo politico. vi invio le mie condoglianze.