Il drenaggio di risorse del Piano Casa - dal rispoarmio delle famiglie verso il mattone - ridurrà ulteriormente la propensione al consumo dei privati verso tutti gli altri beni e servizi "non-mattonati".
Ieri come oggi, la politica economica di questo Governomostra il suo respiro corto; quello che ha caratterizzato i condoni e che oggi li ripropone aggiornati, ma sempre con lo stesso scopo: saoddisfare la golosità verso il "mattone" di noi italiani.
martedì 24 marzo 2009
domenica 22 marzo 2009
Cerco
Io nella Chiesa cerco carità
e lei offre identità.
Poi, scopro le suore che in Africa distribuiscono i preservativi alle coppie con un malato e se ne infischiano dei precetti assurdi.
Che amore deve avere chi per amore degli altri diventa eretico.
Piccole grandi storie che danno sollievo ai dolenti.
Che mettono l'uomo prima di tutto.
E se c'è chi dice che devi scegliere tra l'uomo e Dio, non ci casco: io scelgo l'uomo, sapendo che solo così trovo Dio.
(Che fatica)
e lei offre identità.
Poi, scopro le suore che in Africa distribuiscono i preservativi alle coppie con un malato e se ne infischiano dei precetti assurdi.
Che amore deve avere chi per amore degli altri diventa eretico.
Piccole grandi storie che danno sollievo ai dolenti.
Che mettono l'uomo prima di tutto.
E se c'è chi dice che devi scegliere tra l'uomo e Dio, non ci casco: io scelgo l'uomo, sapendo che solo così trovo Dio.
(Che fatica)
sabato 7 marzo 2009
Verniciare
Verniciare il muro del terrazzo mi piace.
I sentieri di giallo chiaro che spargo con il pennello cancellano gioiosamente lo scuro delle piogge invernali.
L'odore della tinta al quarzo punge le narici.
E mi riporta ai giorni del mio matrimonio, quando andavo a seguire i lavori della casa, tutta odorosa di vernice, con le finestre aperte al sole e gli operai che fischiavano.
Dove avrei portato la mia ragazza, che una domenica di giugno è diventata mia moglie.
I sentieri di giallo chiaro che spargo con il pennello cancellano gioiosamente lo scuro delle piogge invernali.
L'odore della tinta al quarzo punge le narici.
E mi riporta ai giorni del mio matrimonio, quando andavo a seguire i lavori della casa, tutta odorosa di vernice, con le finestre aperte al sole e gli operai che fischiavano.
Dove avrei portato la mia ragazza, che una domenica di giugno è diventata mia moglie.
domenica 1 marzo 2009
Stupro
In uno stato confessionale - dove cioè il "diritto naturale" viene sublimato in diritto divino - la soluzione per combattere le violenze sessuali è quella di comprimere i "richiami sessuali" femminili (velo, tuniche, ecc.)
Questo perché la pulsione dell'uomo è considerata "naturale" e quindi non si può arginare. Anzi, non si deve.
Infatti, educare i maschi all'autocontrollo è avvertito da queste società come una pericolosa inibizione alla spinta vitale della procreazione.
Pensate che mi stia riferendo ai Talebani?
Certo, ma senza andare così lontano, possiamo con un po' di attenzione trovare questo atteggiamento anche tra le persone che ci circondano.
Quelle che si dichiarano progressiste, ma che poi - uscendo dalla lettura di un articolo sull'ultimo stupro - si lasciano sfuggire...eh però...se l'è cercata... andare in giro da sola a mezzanotte"
Questo perché la pulsione dell'uomo è considerata "naturale" e quindi non si può arginare. Anzi, non si deve.
Infatti, educare i maschi all'autocontrollo è avvertito da queste società come una pericolosa inibizione alla spinta vitale della procreazione.
Pensate che mi stia riferendo ai Talebani?
Certo, ma senza andare così lontano, possiamo con un po' di attenzione trovare questo atteggiamento anche tra le persone che ci circondano.
Quelle che si dichiarano progressiste, ma che poi - uscendo dalla lettura di un articolo sull'ultimo stupro - si lasciano sfuggire...eh però...se l'è cercata... andare in giro da sola a mezzanotte"
venerdì 27 febbraio 2009
Privacy
Senza intercettazioni telefoniche,
si garantisce la privacy dei delinquenti.
Se il Governo si batte per questo obiettivo,
non siamo messi bene.
si garantisce la privacy dei delinquenti.
Se il Governo si batte per questo obiettivo,
non siamo messi bene.
domenica 1 febbraio 2009
Vuoti a perdere (voto film 8 1/2)
Josef con trent'anni d'insegnamento sulle spalle non può farsi prendere in giro di un studentello molesto, anche se è il figlio del maggiore sponsor della scuola.
Così, dopo la terza interruzione, gli spreme una spugna sulla testa, bagnandolo come un pulcino.
Nel colloquio con la preside scopre all'improvviso che di quella vita non ne può più. "Non sono più felice", dice e si dimette nella sorpresa generale.
Inizia così la sua vita da pensionato, facendo dei lavoretti in casa senza passione e con la moglie che lo incalza per ogni guaio che combina.
Decide così di trovarsi un lavoro qualsiasi.
Prova con le consegne in bicicletta, visto che il fisico ancora è in forma, ma cade e si ferisce un piede.
La moglie - anche lei insegnante di tedesco in pensione e ancora di piacevole presenza - lo rimprovera per la sua imprudenza, ma nello stesso tempo è contenta che la convalescenza lo contringa a stare un po' con lei. Lei che vorrebbe rianimare il loro rapporto, ma le sue premure non riescono a suscitare nel marito alcun interesse.
Appena rimesso, Josef trova lavoro nel reparto dei vuoti a rendere del grande magazzino. Il lavoro è semplice: prendere le bottiglie restituite e metterle nelle cassette. Ma lui, con la sua cultura e sensibilità, instaura con clienti un rapporto di cordialità e così si fa presto ben volere da tutti.
Sarebbe tutto perfetto, ma invece fa spesso dei sogni erotici, nei quali appare una sua ex collega che lo ha sempre tentato e che forse lo avrebbe voluto anche sedurre.
Un giorno la donna si presenta e gli lascia un esplicito bigliettino per invitarlo a casa quando il marito non c'è. Lui va, ma sbaglia giorno e così inventa davanti al marito che il motivo di quella visita era solo chiederle se poteva fare ripetizioni ad un suo collega, un giovane magazziniere che non riesce ad avere una ragazza.
La collega si presta, ma poi lo chiama in casa e più di una volta chiude la comunicazione quando sente la voce della moglie.
Che inizia ad insospettirsi.
Il timore che possa avere un'altra donna convince la moglie ad essere più attraente. Si taglia i capelli, si mostra gentile, lo raggiunge anche nel suo divano letto, dove ormai va a dormire da solo, per corteggiarlo, ma senza avere nessuna attenzione.
Attenzioni che invece riceve da un suo maturo allievo, a cui dà lezioni di tedesco e che alla fine le confessa in perfetto tedesco che in realtà le ha chieisto delle lezioni solo perché è innamorato di lei.
Intanto la giovane figlia si è separata dal marito e trova consolazione in un gruppo religioso.
Una volta la ragazza va a trovare il padre mentre con lui c'è un ex collega scapolone, che non sapendo che la ragazza è la figlia, si lascia andare in complimenti molto espliciti.
Josef, invece di risentirsi, prende la palla al balzo e riferisce al collega che ha fatto colpo sulla ragazza dandole anche l'indirizzo del lavoro per poterla corteggiare.
I due alla fine passano dall'amicizia all'amore, senza che la ragazza, né il suo fidanzato sospettino il ruolo del padre.
Tutto esce allo scoperto in occasione dell'anniversario di Josef, quando il collega arriva a prendere in auto la ragazza e scopre che è la figlia di Joasef. All'inizio i due si danno del lei, ma poi Josef confessa, sperando in un perdono soprattutto in vista della sopresa verso cui sta portando il gruppo.
Infatti,arrivati in un campo, si vede il pallone di una mongolfiera che stanno gonfiando per loro.
La sorpresa spiazza la moglie, in conflitto tra la gioia del dono e la paura del volo.
Josef la convince, ma mentre sono a bordo la mongolfiera si disancora senza il pilota a bordo.
Tra la paura e la meraviglia per la visione delle campagne praghesi i due finalmente riescono ad atterrare, felici di essere ancora vivi.
E insieme.
E' un film che mi è molto piaciuto per la sua originalità, leggerezza e micidiale ironia dei dialoghi, azzeccatissimi.
Così, dopo la terza interruzione, gli spreme una spugna sulla testa, bagnandolo come un pulcino.
Nel colloquio con la preside scopre all'improvviso che di quella vita non ne può più. "Non sono più felice", dice e si dimette nella sorpresa generale.
Inizia così la sua vita da pensionato, facendo dei lavoretti in casa senza passione e con la moglie che lo incalza per ogni guaio che combina.
Decide così di trovarsi un lavoro qualsiasi.
Prova con le consegne in bicicletta, visto che il fisico ancora è in forma, ma cade e si ferisce un piede.
La moglie - anche lei insegnante di tedesco in pensione e ancora di piacevole presenza - lo rimprovera per la sua imprudenza, ma nello stesso tempo è contenta che la convalescenza lo contringa a stare un po' con lei. Lei che vorrebbe rianimare il loro rapporto, ma le sue premure non riescono a suscitare nel marito alcun interesse.
Appena rimesso, Josef trova lavoro nel reparto dei vuoti a rendere del grande magazzino. Il lavoro è semplice: prendere le bottiglie restituite e metterle nelle cassette. Ma lui, con la sua cultura e sensibilità, instaura con clienti un rapporto di cordialità e così si fa presto ben volere da tutti.
Sarebbe tutto perfetto, ma invece fa spesso dei sogni erotici, nei quali appare una sua ex collega che lo ha sempre tentato e che forse lo avrebbe voluto anche sedurre.
Un giorno la donna si presenta e gli lascia un esplicito bigliettino per invitarlo a casa quando il marito non c'è. Lui va, ma sbaglia giorno e così inventa davanti al marito che il motivo di quella visita era solo chiederle se poteva fare ripetizioni ad un suo collega, un giovane magazziniere che non riesce ad avere una ragazza.
La collega si presta, ma poi lo chiama in casa e più di una volta chiude la comunicazione quando sente la voce della moglie.
Che inizia ad insospettirsi.
Il timore che possa avere un'altra donna convince la moglie ad essere più attraente. Si taglia i capelli, si mostra gentile, lo raggiunge anche nel suo divano letto, dove ormai va a dormire da solo, per corteggiarlo, ma senza avere nessuna attenzione.
Attenzioni che invece riceve da un suo maturo allievo, a cui dà lezioni di tedesco e che alla fine le confessa in perfetto tedesco che in realtà le ha chieisto delle lezioni solo perché è innamorato di lei.
Intanto la giovane figlia si è separata dal marito e trova consolazione in un gruppo religioso.
Una volta la ragazza va a trovare il padre mentre con lui c'è un ex collega scapolone, che non sapendo che la ragazza è la figlia, si lascia andare in complimenti molto espliciti.
Josef, invece di risentirsi, prende la palla al balzo e riferisce al collega che ha fatto colpo sulla ragazza dandole anche l'indirizzo del lavoro per poterla corteggiare.
I due alla fine passano dall'amicizia all'amore, senza che la ragazza, né il suo fidanzato sospettino il ruolo del padre.
Tutto esce allo scoperto in occasione dell'anniversario di Josef, quando il collega arriva a prendere in auto la ragazza e scopre che è la figlia di Joasef. All'inizio i due si danno del lei, ma poi Josef confessa, sperando in un perdono soprattutto in vista della sopresa verso cui sta portando il gruppo.
Infatti,arrivati in un campo, si vede il pallone di una mongolfiera che stanno gonfiando per loro.
La sorpresa spiazza la moglie, in conflitto tra la gioia del dono e la paura del volo.
Josef la convince, ma mentre sono a bordo la mongolfiera si disancora senza il pilota a bordo.
Tra la paura e la meraviglia per la visione delle campagne praghesi i due finalmente riescono ad atterrare, felici di essere ancora vivi.
E insieme.
E' un film che mi è molto piaciuto per la sua originalità, leggerezza e micidiale ironia dei dialoghi, azzeccatissimi.
martedì 27 gennaio 2009
Europa
Vado a Parigi.
Un paio di giorni per stabilire una prima forma di collaborazione tra le associazioni del mio quartiere e quelle di un quartiere di Parigi.
L'obiettivo è quello di arrivare a un gemellaggio questa estate, non calato dall'alto, ma costruito sulla condivisione di azioni svolte al servizio del territorio.
Poi, c'è anche l'arte.
Allora, vorrei sperimentare "ArtiColazione", un pacchetto costruito da residenti per gli ospiti parigini che preveda:
1 - visita ad una grande mostra (a febbraio ci sono i Futuristi)
2 - un pasto in famiglia; anche la cucina è uno scambio culturale
3 - la visita ad un luogo particolare del quartiere, che puoi mostrare solo tu che ci sei nato.
Per ora, la cosa non prevede pernottamenti in casa, ma spero che con un po' di affiatamento si crei quella amicizia che porti a dire: ma dai, la prossima volta lascia stare il B&B e vieni a dormire da me.
Il tutto, ovviamente, sarà reciproco, finché per loro venire a Roma - e viceversa - non sarà più andare all'estero, ma spostarsi in Europa.
Forse se ci facciamo amici europei, con i quali vedersi di tanto in tanto, l'identità europea diventa "calda". E non solo un trattato.
Un paio di giorni per stabilire una prima forma di collaborazione tra le associazioni del mio quartiere e quelle di un quartiere di Parigi.
L'obiettivo è quello di arrivare a un gemellaggio questa estate, non calato dall'alto, ma costruito sulla condivisione di azioni svolte al servizio del territorio.
Poi, c'è anche l'arte.
Allora, vorrei sperimentare "ArtiColazione", un pacchetto costruito da residenti per gli ospiti parigini che preveda:
1 - visita ad una grande mostra (a febbraio ci sono i Futuristi)
2 - un pasto in famiglia; anche la cucina è uno scambio culturale
3 - la visita ad un luogo particolare del quartiere, che puoi mostrare solo tu che ci sei nato.
Per ora, la cosa non prevede pernottamenti in casa, ma spero che con un po' di affiatamento si crei quella amicizia che porti a dire: ma dai, la prossima volta lascia stare il B&B e vieni a dormire da me.
Il tutto, ovviamente, sarà reciproco, finché per loro venire a Roma - e viceversa - non sarà più andare all'estero, ma spostarsi in Europa.
Forse se ci facciamo amici europei, con i quali vedersi di tanto in tanto, l'identità europea diventa "calda". E non solo un trattato.
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